Shrek 3: intervista al regista - Intervista

Shrek 3: intervista al regista - Intervista

Intervista



style='font-size:14.0pt'>Shrek Terzo: intervista a Jeffrey Katzenberg Chris
Miller e Aron Warner


 

Protagonisti alla conferenza
stampa romana di Shrek Terzo sono stati anche Jeffrey Katzenberg, presidente
della DreamWorks Animation, Chris Miller, regista di questo terzo episodio, e
Aron Warner, produttore del film.

 

Ci sarà uno Shrek Quarto?
Magari un prequel sulla gioventù del nostro eroe?


 

A: Ci sarà di sicuro e non
sarà un prequel: la storia di Shrek continua! Comunque è ancora troppo presto
per parlarne.

 

Una domanda per il presidente
della DreamWorks Animation: quanto è difficile coordinare un team di creativi e
di attori?


 

J: L'importante è
stabilire bene i ruoli: io sono l'allenatore, loro sono i campioni che scendono
in campo. Da questo punto di vista la collaborazione con Aron e Chris è
perfetta. Per quanto riguarda gli attori che danno voce ai personaggi, basti
pensare che, ai tempi del primo episodio, io andavo in sala di doppiaggio tutti
i giorni, mentre oggi ci passo solo quando capita...per portare panini e
gelati. Tutti sanno benissimo cosa fare, e anche Justin, che è arrivato per
ultimo, è entrato subito nel meccanismo dopo un paio di sessions.

 

Di chi è stata l'idea di
assoldare Justin Timberlake?


 

J: Mia. L'ho visto a
Saturday Night Live anche prima che uscissero i primi film in cui ha recitato.
Mi sono reso conto che aveva un grande talento come attore comico. Allora ho
alzato il telefono e ho chiamato Aron. Ci siamo trovati subito d'accordo.

 

Perchè avete deciso di far
uscire Shrek Terzo in estate?


 

J: In realtà il 31 agosto
è la data ideale per l'Italia, perchè le persone sono tornate dalle vacanze e
mancano ancora due settimane all'inizio della scuola, quindi ci è sembrato il
momento perfetto per coinvolgere adulti e ragazzi.

 

E come vi è venuta l'idea di
far diventare papà Shrek?


 

A: L'idea è nata parlando
con Andrew Adamson, regista dei primi due episodi. Ci è sembrato un modo
interessante di sviluppare il personaggio.

C: Da quando abbiamo
cominciato a lavorare a Shrek Terzo fino al momento dell'uscita nelle sale sono
passati tre anni e mezzo. In questo periodo molti membri della troupe sono
diventati genitori, ed è stato naturale e divertente prendere ispirazione da
questo. C'è molta esperienza personale: le voci dei figli di Shrek e Fiona sono
le voci dei bambini delle persone che hanno lavorato al film.

 

Rispetto ai primi episodi, il
miglioramento dal punto di vista tecnico è impressionante, ma tutti dicono che
il punto di forza del film rimane la trama. E' ancora così?


 

C: Molti dettagli tecnici
sono stati migliorati rispetto al passato, e danno maggiore credibilità ed
espressività al prodotto finale.

A: Ad esempio il controllo
della mimica facciale è molto più completo, il che rende i personaggi molto più
espressivi. Però è vero: il punto centrale rimane la trama...il nostro mestiere
è raccontare storie ed è quello che cerchiamo di fare al meglio.

 

E' vero che vi siete serviti
anche del contributo di un artista italiano?


 

A: Sì, la parte in cui
l'uomo focaccina rivive in flashback tutta la sua vita è uno storyboard di
Gabriele Pennacchiotti. Quando l'abbiamo letto ci è piaciuto così tanto che lo
abbiamo voluto inserire a tutti i costi, abbiamo perfino dovuto forzare un po'
la storia per poterlo inserire.

 

Ci sono delle scene tagliate
che inserirete nella versione home video?


 

C: Pensa che ci abbiamo
lavorato 3 anni e mezzo...le scene tagliate sono così tante che avremmo potuto
montare 15 versioni differenti del film.

A: Per esempio posso
anticiparvi che ci sono alcune scene ambientare nel liceo di Artie: in una lo stesso
Artie cerca di ingraziarsi Gwendoline, in un'altra troviamo addirittura
Lancillotto che canta in una boy band...

 

La saga dell'orco verde si
caratterizza per una splendida colonna sonora rock. Qual è stato il pezzo per
cui è stato più facile ottenere i diritti e quale il più difficile?


 

J: La canzone per cui
abbiamo dovuto faticare meno è stata Live and Let Die di Paul Mc Cartney: Paul
è un grande appassionato di animazione ed è stato subito entusiasta di far
parte del progetto. La maggiori difficoltà le abbiamo invece riscontrate con
Immigrant Song dei Led Zeppelin: è stata una lunghissima trafila...ma alla fine
ce l'abbiamo fatta!

 

E non vi manca la bella Fiona
"umana" del primo episodio?


 

Tutti: No! E' molto più facile e
divertente animare un orco.

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style='font-size:14.0pt'>Shrek Terzo: intervista a Jeffrey Katzenberg Chris
Miller e Aron Warner


 

Protagonisti alla conferenza
stampa romana di Shrek Terzo sono stati anche Jeffrey Katzenberg, presidente
della DreamWorks Animation, Chris Miller, regista di questo terzo episodio, e
Aron Warner, produttore del film.

 

Ci sarà uno Shrek Quarto?
Magari un prequel sulla gioventù del nostro eroe?


 

A: Ci sarà di sicuro e non
sarà un prequel: la storia di Shrek continua! Comunque è ancora troppo presto
per parlarne.

 

Una domanda per il presidente
della DreamWorks Animation: quanto è difficile coordinare un team di creativi e
di attori?


 

J: L'importante è
stabilire bene i ruoli: io sono l'allenatore, loro sono i campioni che scendono
in campo. Da questo punto di vista la collaborazione con Aron e Chris è
perfetta. Per quanto riguarda gli attori che danno voce ai personaggi, basti
pensare che, ai tempi del primo episodio, io andavo in sala di doppiaggio tutti
i giorni, mentre oggi ci passo solo quando capita...per portare panini e
gelati. Tutti sanno benissimo cosa fare, e anche Justin, che è arrivato per
ultimo, è entrato subito nel meccanismo dopo un paio di sessions.

 

Di chi è stata l'idea di
assoldare Justin Timberlake?


 

J: Mia. L'ho visto a
Saturday Night Live anche prima che uscissero i primi film in cui ha recitato.
Mi sono reso conto che aveva un grande talento come attore comico. Allora ho
alzato il telefono e ho chiamato Aron. Ci siamo trovati subito d'accordo.

 

Perchè avete deciso di far
uscire Shrek Terzo in estate?


 

J: In realtà il 31 agosto
è la data ideale per l'Italia, perchè le persone sono tornate dalle vacanze e
mancano ancora due settimane all'inizio della scuola, quindi ci è sembrato il
momento perfetto per coinvolgere adulti e ragazzi.

 

E come vi è venuta l'idea di
far diventare papà Shrek?


 

A: L'idea è nata parlando
con Andrew Adamson, regista dei primi due episodi. Ci è sembrato un modo
interessante di sviluppare il personaggio.

C: Da quando abbiamo
cominciato a lavorare a Shrek Terzo fino al momento dell'uscita nelle sale sono
passati tre anni e mezzo. In questo periodo molti membri della troupe sono
diventati genitori, ed è stato naturale e divertente prendere ispirazione da
questo. C'è molta esperienza personale: le voci dei figli di Shrek e Fiona sono
le voci dei bambini delle persone che hanno lavorato al film.

 

Rispetto ai primi episodi, il
miglioramento dal punto di vista tecnico è impressionante, ma tutti dicono che
il punto di forza del film rimane la trama. E' ancora così?


 

C: Molti dettagli tecnici
sono stati migliorati rispetto al passato, e danno maggiore credibilità ed
espressività al prodotto finale.

A: Ad esempio il controllo
della mimica facciale è molto più completo, il che rende i personaggi molto più
espressivi. Però è vero: il punto centrale rimane la trama...il nostro mestiere
è raccontare storie ed è quello che cerchiamo di fare al meglio.

 

E' vero che vi siete serviti
anche del contributo di un artista italiano?


 

A: Sì, la parte in cui
l'uomo focaccina rivive in flashback tutta la sua vita è uno storyboard di
Gabriele Pennacchiotti. Quando l'abbiamo letto ci è piaciuto così tanto che lo
abbiamo voluto inserire a tutti i costi, abbiamo perfino dovuto forzare un po'
la storia per poterlo inserire.

 

Ci sono delle scene tagliate
che inserirete nella versione home video?


 

C: Pensa che ci abbiamo
lavorato 3 anni e mezzo...le scene tagliate sono così tante che avremmo potuto
montare 15 versioni differenti del film.

A: Per esempio posso
anticiparvi che ci sono alcune scene ambientare nel liceo di Artie: in una lo stesso
Artie cerca di ingraziarsi Gwendoline, in un'altra troviamo addirittura
Lancillotto che canta in una boy band...

 

La saga dell'orco verde si
caratterizza per una splendida colonna sonora rock. Qual è stato il pezzo per
cui è stato più facile ottenere i diritti e quale il più difficile?


 

J: La canzone per cui
abbiamo dovuto faticare meno è stata Live and Let Die di Paul Mc Cartney: Paul
è un grande appassionato di animazione ed è stato subito entusiasta di far
parte del progetto. La maggiori difficoltà le abbiamo invece riscontrate con
Immigrant Song dei Led Zeppelin: è stata una lunghissima trafila...ma alla fine
ce l'abbiamo fatta!

 

E non vi manca la bella Fiona
"umana" del primo episodio?


 

Tutti: No! E' molto più facile e
divertente animare un orco.